Il Caffè Scientifico ha illustrato il contesto tecnico militare nel periodo del primo 1500, con il contributo dei relatori:
Le macchine da guerra di Guido da Vigevano – Carlo E. Rottenbacher
Il Texaurus Regis Francie, prezioso manoscritto dedicato nel 1335 dal medico e ingegnere Guido da Vigevano al re di Francia Filippo VI di Valois, è una raccolta straordinaria di artificia, cioè di dispositivi e macchine da guerra, che ci offre uno sguardo privilegiato sull’ingegnosità, sulla tecnica e sui suoi metodi di rappresentazione alla fine del Medioevo. In esso troviamo non solo una raccolta di disegni ma anche una loro descrizione con l’elaborazione di un pensiero specificamente tecnico, applicato all’arte della guerra. Guido da Vigevano si pone quindi nella tradizione della letteratura tecnica militare come anello di congiunzione tra le opere del passato greco e latino e la ricca e ben nota produzione che si svilupperà a partire dal Quattrocento (“gli ingegneri del Rinascimento”). L’intervento mirerà a sottolineare gli aspetti di novità e originalità contenuti nel Texaurus, inquadrati nel contesto di continuità della storia delle tecniche medievali e i cui semi sono giunti a piena maturazione nei secoli successivi.
La dialettica artiglieria-fortificazione al tempo della battaglia di Pavia – Marino Viganò
L’assenza della quarta ala del castello di Pavia, abbattuta dai cannoni di Odet de Foix, seigneur de Lautrec, generale di Francesco i di Valois-Angoulême, re di Francia, durante la guerra della lega di Cognac, il 30 settembre 1527, ben esemplifica l’impatto dell’artiglieria moderna sulle strutture difensive medievali. Se da circa cinque decenni ad armi da fuoco sempre più efficaci e precise gli ingegneri replicano nel centro-sud della penisola con fortificazioni più sofisticate, tali modelli, al nord, si affacciano solo in conseguenza, confermando le «guerre d’Italia» periodo di svolta nelle tattiche d’assedio e difesa. La conferenza illustrerà, con ausilî iconografici, avvio e sviluppo della nuova fase dell’architettura militare, destinata a marcare per quattro secoli le tipologie nei teatri bellici. Ma fornirà pure elementi per superare il vetusto concetto dell’assoluto «primato italiano», mostrando prototipi dall’Europa intera.






















