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Le lingue impossibili: il cervello, le macchine e il dono dei limiti

Assemblea Generale dei Soci del Collegio con intervento del prof. Andrea Moro e visita guidata al Museo Kosmos.
Tutti gli esseri viventi comunicano, ma gli esseri umani sono gli unici capaci di generare significati sempre nuovi (le frasi) ricombinando gli stessi elementi (le parole) come quando si dice “Caino uccise Abele” o “Abele uccise Caino”. Questa capacità, tecnicamente chiamata “sintassi”, riserva tre sorprese: la prima è che solo gli esseri umani possono generare messaggi che non rappresentano alcuna esperienza reale; la seconda è che le possibilità di ricombinazione al variare tra le lingue non sono infinite ma che esistono i confini di Babele; la terza è che i confini di Babele hanno una matrice biologica. La prova fondamentale è stata data dalle neuroscienze contemporanee e si basa sulla misura della reazione del cervello umano a lingue “impossibili” cioè lingue non contenute entro i confini di Babele.
Questa scoperta ha un impatto enorme su almeno due domini: quello dell’apprendimento spontaneo delle lingue nei bambini e quello della possibilità di distinguere gli esseri umani dalle macchine. Nel primo caso, si capovolge la prospettiva canonica e si è condotti a pensare che l’apprendimento spontaneo del linguaggio nei bambini sia un fenomeno selettivo e non costruttivo, vale a dire la grammatica che si fissa nella mente e nel cervello è quella che sopravvive tra tutte quelle possibili; in questo senso, l’esistenza di una griglia che precede ogni esperienza e limita il numero delle grammatiche possibili è un aiuto incomparabile per rendere possibile l’acquisizione spontanea del linguaggio entro i pochi anni che la natura permette; il secondo è che per le macchine, a differenza degli esseri umani, non esistono lingue impossibili e stati fisici diversi dedicati a lingue possibili: in questo senso non possono essere un modello per il cervello umano. Anche in questo caso si tratta di una rivoluzione perché mentre nel passato si pensava che le macchine fossero troppo poco potenti per essere paragonate ad un cervello ora le loro prestazioni superano quelle degli esseri umani. In definitiva, queste ricerche portano alla conclusione che, almeno per quanto riguarda la mente umana, noi siamo i nostri limiti.
La seconda edizione del premio Adaptation, è stata vinta da un’équipe di 4 giovani studenti di Architettura al Politecnico di Milano, di cui due già con Laurea Triennale: Anna Zigrino, Camilla Forchini, Paola Zambelli, Michele Beltrami. il Collegio degli Ingegneri e Architetti intende promuovere l’approccio di giovani progettisti alla tematica della riconversione. Il progetto selezionato affronta nuovamente il tema del riuso, sotto l’aspetto della riqualificazione integrata di un quartiere di Milano ,mirata alla valorizzazione di un della sua identità per fornire risorse vitali e dinamiche per la comunità.
