Sabato 21 settembre un gruppo di 13 tra ingegneri, architetti e loro familiari si sono dati appuntamento presso la Stazione di Pavia nel solco della tradizione tramandata ormai da qualche generazione di colleghi, grazie a un’istituzione che nel gennaio 2020 compirà 160 anni: il Collegio degli Ingegneri e Architetti della Provincia di Pavia. Obiettivo dell’appuntamento: partire alla volta di Torino per un fine settimana di scoperta e approfondimento su tematiche tecniche anche fuori dalla quotidianità di ciascun singolo partecipante, approcciate con un livello divulgativo, che ha consentito anche ai familiari di apprezzarle.
Le tappe del viaggio: la Cappella della Sindone, riaperta a distanza di 21 anni dopo l’incendio del 1997; il Museo Egizio, oggetto di un importante opera architettonica di ristrutturazione e rifunzionalizzazione conclusosi nell’aprile 2015 dopo tre anni e mezzo di lavori e sede di una mostra temporanea sulle ultime tecniche applicate nel campo degli studi archeologici; il Centro Storico Fiat, che ospita il museo del marchio, situato uno splendido edificio liberty nell’area delle prime officine di produzione dell’azienda.
Il viaggio è stato preparato per mesi, individuando con particolare cura i relatori d’eccezione per le tre visite:
Il prof. Gian Maria Zaccone, vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia e direttore scientifico del Museo della Sindone di Torino, si occupa della Sindone da oltre trent’anni, interessandosi particolarmente della ricerca storica; era presente la notte dell’incendio e ne ha seguito tutti i successivi lavori di restauro.
La dott.ssa Simonetta Bullio, laureata in architettura, dopo una seconda laurea in lettere ha deciso di dedicare la propria vita professionale all’egittologia; ha seguito tutti i lavori di riqualificazione del museo.
Massimo Condolo, giornalista, collabora con Ruoteclassiche di Editoriale Domus, esperto in veicoli classici e trasporti, nonché curatore di archivi e autore di diversi libri sul tema.
Grazie ai tre relatori d’eccezione si è sviluppato un percorso che è iniziato, dopo la visita a Palazzo Reale, dal racconto dei restauri della Cappella della Sindone. Il Prof. Zaccone ha illustrato la complessa attività di “cuci e scuci” operata anche con procedure di smontaggio e rimontaggio integrale (letteralmente sospendendo l’edificio su strutture provvisorie), che ha raggiunto l’obiettivo di ridare alla struttura interna in pietra la funzione portante e di ripristinare quasi in toto la situazione antecedente di equilibrio con l’involucro esterno. Informazioni su materiali, luce, funzionalità e condivisione del luogo tra Cattedrale e Palazzo Reale, nonché sulle nuove tecniche di conservazione della Reliquia hanno completato il quadro.
La seconda tappa del percorso si è svolta al Museo Egizio, dove sono stati descritti i lavori che hanno rivoluzionato il museo senza rendere necessario un giorno di chiusura (un bel video di sintesi è disponibile su YouTube, indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=H7q-tcCloa4).
A seguire, si è potuta apprezzare una visita guidata al museo, con particolare focalizzazione sulla mostra temporanea l’“Archeologia invisibile”: la ricomposizione di informazioni, dati e nozioni è oggi resa possibile da strumenti messi a disposizione della meticolosa opera archeologica, attraverso nuove tecniche e nuove tecnologie applicate allo studio dei reperti e delle zone di scavo. Questo mix tra chimica, fisica, radiologia, informatica (denominato archeometria) rende possibile “interrogare” gli oggetti come mai era stato possibile prima d’ora (https://museoegizio.it/esplora/mostre/archeologia-invisibile/).
L’ultima tappa ci ha portati a una carrellata di gioielli di tecnologia a quattro ruote che hanno fatto la storia del nostro Paese (3½ Hp, Mefistole, Fiat 702, 500, ecc.), raccontata con una passione arricchita da aneddoti veramente particolari quali la griffatura con due linee blu di tutte le auto dell’Avvocato o lo sviluppo di un’auto per l’accordo con l’URSS sostituita dalla 124 che entusiasmò la delegazione russa. Inoltre, non solo auto: aeroplani, treni, trattori, biciclette, lavatrici, frigoriferi, tecnologie belliche, motori per navi, la prima catena di montaggio di Mirafiori, tutti elementi che raccontano la storia dell’evoluzione della tecnica nel nostro Paese.
Naturalmente, negli intermezzi del percorso non sono mancati i momenti conviviali, che si sono trasformati in ulteriori occasini di confronto con i relatori ospitati di volta in volta.
Quasi dimenticavamo: il viaggio è valso anche 3 crediti formativi, ma queste attività con il Collegio si fanno appunto da oltre un secolo e mezzo, ben prima dell’introduzione dell’obbligo formale dell’aggiornamento professionale. Probabilmente qualcuno era stato lungimirante ancor prima delle imposizioni normative nel comprendere come l’allargamento di orizzonti sia un elemento di enorme valore aggiunto per l’attività professionale, tema ancor più valido in un contesto che oggi diventa sempre più complesso e interconnesso tra varie discipline. Oppure, più semplicemente, la formazione continua e l’allargamento dei propri orizzonti è un elemento di base per la nostra professione che – in fondo – non aveva bisogno di un obbligo, se non per renderlo evidente all’esterno.
La sola certezza è che con l’opera di un’istituzione quale il Collegio la formazione unita alla condivisione di esperienze, conoscenze e contatti tra colleghi arricchisce l’opportunità di aggiornamento con il piacere della scoperta e della convivialità.

